Inclusione scolastica

 

ATTENZIONE ED INTERVENTI MIRATI PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

 

L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. Nel variegato panorama delle nostre scuole la complessità delle classi diviene sempre più evidente. All’interno di quest’area vi sono comprese tre grandi sotto- categorie:


AREA DELLA DISABILITA’

Organizzazione del servizio e rapporti con l’A.S.L.

Per l’organizzazione del servizio agli alunni con disabilità, si fa costante riferimento alla normativa vigente: Legge quadro 104/92, Linee guida sull’integrazione scolastica della disabilità (05/08/09), Accordo di programma per l’integrazione, l’inclusione sociale ed il successo formativo nelle istituzioni scolastiche autonome della provincia di Imperia 2009/2012.

Pertanto l’integrazione nelle sezioni e nelle classi dell’Istituto sarà tale da consentire, commisuratamente alla tipologia e alla gravità del deficit, la realizzazione dei seguenti obiettivi:

  • Crescita negli apprendimenti;
  • Crescita nella capacità di comunicazione;
  • Crescita nella socializzazione;
  • Crescita nella realizzazione delle relazioni interpersonali.

Tutto ciò per ottenere la crescita in Autonomia degli alunni, lo sviluppo della propria personalità, dei talenti e della creatività, come pure delle proprie abilità fisiche e mentali, sino alle loro massime potenzialità, nell’ottica di un “progetto di vita” che va oltre il periodo scolastico, e che dovrà essere condiviso dalla famiglia e dagli altri soggetti coinvolti nel processo di integrazione.

Criteri per la segnalazione

Gli accertamenti sono propedeutici alla redazione della Diagnosi Funzionale. In questo documento, redatto dagli specialisti dell’A.S.L., vengono evidenziate, oltre alle criticità presenti, le competenze e le potenzialità cognitive e relazionali del bambino. La Diagnosi Funzionale è formulata secondo i criteri del modello CD 10 in conformità con il nuovo modello P.D.P ?, come stabilito dal gruppo di lavoro provinciale sull’handicap.

La famiglia dell’alunno, provvederà a consegnare la Diagnosi Funzionale direttamente alla scuola all’atto dell’iscrizione.

Attivazione delle attività di integrazione e sostegno

Il Profilo di Funzionamento è atto successivo alla Diagnosi Funzionale e indica il prevedibile livello di sviluppo che l’alunno dimostra di possedere nei tempi brevi e nei tempi medi. Viene redatto dall’unità multidisciplinare, dai docenti curricolari e dagli insegnanti specializzati, con la collaborazione dei familiari. Il Profilo di Funzionamento viene inserito all’interno della specifica sezione del P.E.I.

Il Profilo di Funzionamento comprende:

  • –  la descrizione funzionale dell’alunno;
  • –  l’analisi dello sviluppo potenziale dell’alunno a breve, medio e lungo termine.

Per ogni alunno in situazione di handicap inserito nella scuola viene redatto il P.E.I. (Piano educativo individualizzato) a testimonianza del raccordo tra gli interventi predisposti a suo favore, per l’anno scolastico in corso, sulla base dei dati derivanti dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo di Funzionamento. Il P.E.I. è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l’alunno, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all’educazione e all’istruzione.

Il P.E.I. è redatto congiuntamente dagli operatori dell’ ASL, compresi gli operatori addetti all’assistenza, dagli insegnanti curricolari e di sostegno, dal personale ATA coinvolto nell’assistenza dell’alunno con disabilità e, qualora presenti, da operatori psicopedagogici, educatori professionali, assistenti educatori, volontari, tutor e con la collaborazione diretta della famiglia” (D.P.R. 24/2/94 – art.5).

E’ perciò costruito da tutti coloro che, in modi, livelli e contesti diversi, operano per l’alunno e non è quindi delegabile esclusivamente all’insegnante di sostegno.

La caratteristica del P.E.I. è di essere un progetto unitario in cui sono inseriti tutti gli interventi e la pluralità degli apporti degli operatori che fissano obiettivi, tempi, modalità e procedure.

Dopo un periodo iniziale di osservazione sistematica dell’alunno – di norma non superiore a due mesi – durante il quale si definisce e si attua il progetto di accoglienza, viene costruito il P.E.I. con scadenza annuale. Deve essere puntualmente verificato, con frequenza trimestrale o quadrimestrale (D.P.R. 24/2/94 – art.6).

Nel passaggio tra i vari ordini di scuola, esso viene trasmesso, unitamente al Profilo Dinamico Funzionale aggiornato, alla nuova scuola di frequenza. Qualora vengano rilevate particolari difficoltà nel quadro comportamentale, di relazione o relativo all’apprendimento dell’alunno, saranno effettuate verifiche straordinarie e predisposti tempestivamente interventi specifici.

Interventi integrati

Per gli alunni disabili che necessitano di interventi integrati e di una specifica e continua assistenza, il coinvolgimento degli operatori del territorio (Enti locali e A.S.L.) garantisce alla scuola, oltre alle necessarie competenze specialistiche, anche opportuni interventi assistenziali, terapeutico-riabilitativi, sportivi, ricreativi e culturali. Tali interventi sono concordati dalle “Unità di Valutazione Multidisciplinare per l’inserimento scolastico” (U.V.M.) secondo le modalità previste dall’accordo di programma del nostro distretto sanitario con “Protocollo del luglio 2005”.

In sede di U.V.M. sono evidenziati, tra l’altro , i tempi di frequenza dell’alunno e, se necessario, si valuta l’opportunità di una riduzione del tempo scuola o l’assistenza specialistica, da svolgersi con personale qualificato, sia all’interno che all’esterno della scuola, integrando l’orario di servizio del docente di sostegno.

Il docente di sostegno

Le attività didattiche di sostegno non vengono svolte solo dall’insegnante di sostegno, ma da tutti gli insegnanti che agiscono nella sezione/classe e nella scuola, in rapporto al progetto educativo.

L’insegnante di sostegno è una risorsa professionale qualificata assegnata alla classe e non al singolo alunno, per garantire le iniziative individualizzate più appropriate in linea con il principio dell’integrazione e dell’inclusione, che è quello di far agire il più possibile il soggetto insieme ai suoi compagni di sezione, di classe o di gruppo.

Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica, all’ elaborazione e verifica delle attività di competenza di consigli di classe e di interclasse.

 


AREA DEI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)

La Direttiva Ministeriale 27 Dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” ridefinisce e completa il tradizionale approccio all’integrazione scolastica, basato sulla certificazione della disabilità, estendendo il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES).

Oltre all’area dello svantaggio scolastico riferibile esplicitamente alla presenza di deficit e di una Diagnosi Funzionale da parte dell’A.S.L. la Scuola si attiva per prendere in carico tutti quegli alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni:

  • Disturbi evolutivi specifici: si intendono, oltre i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, ricoprendo anche quelli dell’attenzione e dell’iperattività e del funzionamento intellettivo limite;
  • Svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.
La Scuola, a tale proposito, si sta attivando per elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.), che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate.

Fermo restando, quindi, l’obbligo di presentazione delle certificazioni per l’esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e DSA, sarà compito dei Consigli di classe o dei teams dei docenti nella Scuola Primaria indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni.

Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI)

La Scuola, facendo seguito alla Circolare Ministeriale n°8 del 2013, si sta attivando per costituire e attivare il Gruppo di lavoro per l’inclusione (in sigla GLI), che svolgerà le seguenti funzioni:

  • rilevazione dei BES presenti nella scuola;
  • rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;
  • elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’inclusività (P.A.I.) riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di Giugno).

Il gruppo di lavoro per l’inclusione costituisce l’interfaccia della rete dei CTS (Centri Territoriali di Supporto) e dei servizi sociali e sanitari territoriali per l’implementazione di azioni di sistema (formazione, prevenzione, progetti di prevenzione e monitoraggio).

 


AREA DEI DISTURBI SPECIFICI DELL’ APPRENDIMENTO (DSA)

Il fenomeno dei Disturbi Specifici di Apprendimento (di seguito DSA), per i quali non dovrebbe essere previsto il sostegno scolastico erogato ai sensi della L. 104/92 a meno che la situazione specifica non sia riconosciuta particolarmente grave dallo specialista, interessa in maniera forte le nostre scuole.

Il nostro Istituto, a tale riguardo, fa riferimento all’Accordo di Programma 2009-2011, specificando che i DSA sono disturbi di natura neurobiologica pertanto non possono essere risolti ma solamente ridotti (compensazione del disturbo).

Fra questi distinguiamo:

  • la dislessia evolutiva, disturbo settoriale della abilità di lettura;
  • la disortografia, la difficoltà a rispettare le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto;
  • la disgrafia, la difficoltà a produrre una grafia decifrabile;
  • la discalculia, il deficit del sistema di elaborazione dei numeri e/o del calcolo.

La compromissione più o meno grave di queste abilità, per il carattere di elevata trasversalità che esse ricoprono nei processi di apprendimento, ha una forte ricaduta su ogni area/disciplina scolastica.

Si ritiene opportuno ricordare che le difficoltà citate, in caso di tardivo riconoscimento o non adeguato intervento scolastico, possono avere pesanti conseguenze sulla sfera psicologica e relazionale per cui gli alunni con DSA tendono ad abbandonare precocemente gli studi costruendo un Io con bassissimi livelli di autostima e autoefficacia.

 



 

Banner FAMI

CONSULTA LA PAGINA DI MENUPROGETTO F.A.M.I. 2014 – 2020″ per approfondire le iniziative del’ Istituto

 



 

I cookie ci aiutano a migliorare il sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network. Cliccando su Accetto, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento si acconsente all'uso dei cookie. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Chiudi