VALUTAZIONE

PROTOCOLLO VALUTAZIONE

 

“Sostenere lo sviluppo della capacità di imparare ad imparare quale presupposto costantemente migliore per l’apprendimento permanente”

(Raccomandazione del Consiglio Europeo 22/05/2018)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indice

  1. Riferimenti legislativi
  • Raccomandazione del consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente
  • Decreto legislativo 62/2017
  • Legge 107/2015
  • Direttiva MIUR 27/12/2012
  • Legge 170/2010

 

 

  1. La valutazione scolastica
  • Funzioni della valutazione
  • Soggetti della valutazione
  • Oggetti della valutazione
  • Criteri generali della valutazione
  • Le fasi della valutazione
  • Le modalità e i tempi della valutazione nei vari ordini di scuola dell’IC

 

  1. Riferimenti legislativi

 

1.1. Raccomandazione del consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente.

 

Estratto dal Consiglio dell’Unione Europea:

 

(1…) Il pilastro europeo dei diritti sociali sancisce come suo primo principio che ogni persona ha diritto a un’istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire competenze che consentono di partecipare pienamente alla società e di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro.

 

(4) Le competenze richieste oggi sono cambiate: più posti di lavoro sono automatizzati, le tecnologie svolgono un ruolo maggiore in tutti gli ambiti del lavoro e della vita quotidiana e le competenze imprenditoriali, sociali e civiche diventano più importanti per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti.

 

(6) È pertanto diventato più importante che mai investire nelle competenze di base. L’istruzione di alta qualità, corredata di attività extracurricolari e di un approccio ad ampio spettro allo sviluppo delle competenze, migliora il conseguimento delle competenze di base. Una società che diventa sempre più mobile e digitale deve inoltre esplorare nuove modalità di apprendimento. Le tecnologie digitali esercitano un impatto sull’istruzione, sulla formazione e sull’apprendimento mediante lo sviluppo di ambienti di apprendimento più flessibili, adattati alle necessità di una società ad alto grado di mobilità.

 

(…7…) Abilità quali la capacità di risoluzione di problemi, il pensiero critico, la capacità di cooperare, la creatività, il pensiero computazionale, l’autoregolamentazione sono più importanti che mai nella nostra società in rapida evoluzione.

 

(…12…) Si è posta particolare attenzione al miglioramento delle abilità di base, all’investimento nell’apprendimento delle lingue, al miglioramento delle competenze digitali e imprenditoriali, all’importanza dei valori comuni per il funzionamento delle nostre società…

 

(18…) Per affrontare il problema dello sviluppo delle competenze chiave in una prospettiva di apprendimento permanente si dovrebbe garantire supporto a tutti i livelli dell’istruzione, della formazione e dei percorsi di apprendimento: sviluppare sistemi di educazione e cura della prima infanzia di qualità, incoraggiare ulteriormente lo sviluppo scolastico e l’eccellenza nell’insegnamento…

 

 

1.2. Decreto legislativo 62/2017: precisa che i modelli adottati con provvedimento del MIUR e i principi generali per la loro predisposizione fanno riferimento al profilo dello studente (così come definito dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo), alle competenze chiave individuate dall’Unione Europea e alla descrizione dei diversi livelli di acquisizione delle competenze medesime.

“Le competenze di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione”, individuate nel 2006, sono state integrate alla luce dei cambiamenti e delle richieste poste dalla società odierna in cui più posti di lavoro sono automatizzati, le tecnologie svolgono un ruolo maggiore in tutti gli ambiti del lavoro e della vita quotidiana e le competenze imprenditoriali, sociali e civiche diventano più importanti per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti.

Le competenze richieste oggi sono cambiate e sono indicate nella Raccomandazione del consiglio europeo del 22 maggio 2018 relativa alle

 competenze chiave per l’apprendimento permanente:

  • competenza alfabetica funzionale;
  • competenza multilinguistica;
  • competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria;
  • competenza digitale;
  • competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare;
  • competenza in materia di cittadinanza;
  • competenza imprenditoriale;
  • competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.

raccomandazioni competenze chiave europee

                                                          

 

Una delle principali novità del decreto riguarda la valutazione del comportamento, che deve essere espressa mediante un giudizio sintetico, che fa riferimento allo sviluppo delle competenze di Cittadinanza in quanto la valutazione di tale aspetto deve tenere in considerazione quanto l’alunno matura come persona e come cittadino.

 

1.3. Legge 107/2015 (Buona Scuola): si è proposta di ridisegnare il sistema d’istruzione e ha demandato al governo l’emanazione delle deleghe per completarne l’applicabilità. Una di queste deleghe riguardava la valutazione degli apprendimenti e la certificazione delle competenze degli studenti.

 

1.4. Direttiva MIUR 27/12/2012: estende a tutti gli alunni BES la possibilità di usufruire delle misure previste dalla legge 170/2010 per studenti con DSA, prevedendo un percorso individualizzato e personalizzato e la redazione di un PDP, che può essere rivolto a uno o a tutti gli studenti con BES certificati e non, consentendo loro di raggiungere almeno i livelli minimi di competenze richiesti in uscita.

Il MIUR fornisce linee guida che stabiliscono i contenuti essenziali del PDP:

  • Dati anagrafici dell’alunno;
  • Tipologia di disturbo diagnosticata/osservata;
  • Attività didattiche individualizzate e personalizzate a scuola e a casa;
  • Strumenti compensativi e misure dispensative adottate;
  • Forme di verifica e valutazione personalizzate.

 

Gli elementi del PDP, definiti entro il primo trimestre dell’anno scolastico, possono essere modificati in qualsiasi momento durante l’anno.

 

1.5. Legge 170/2010: rappresenta un punto di svolta poiché apre un diverso canale di cura educativa, concretizzando i principi di personalizzazione dei percorsi di studio enunciati nella Legge n. 53/2003, nella prospettiva della “presa in carico” dell’alunno con DSA da parte di tutto il team coinvolto.

È bene precisare che alcune tipologie di disturbi, non previste nella legge, danno comunque diritto a usufruire delle stesse misure ivi previste, in quanto presentano problematiche specifiche in presenza di competenze intellettive nella norma.

  1. La valutazione scolastica

2.1 Funzioni della valutazione 

Si ritiene che la valutazione scolastica non possa più essere semplicemente considerata come azione finalizzata all’accertamento del profitto degli studenti, da esprimere in termini di voto numerico o di giudizio globale, ma altresì come processo complesso e sistemico la cui funzione generale è quella di leggere e interpretare, in modo allo stesso tempo globale ed analitico, la realtà educativa in cui avviene il processo di insegnamento apprendimento.

In questo senso la funzione di misurazione e controllo degli apprendimenti degli studenti (assessment) rappresenta solo uno degli aspetti del processo valutativo a cui si riconoscono altre fondamentali funzioni:

La valutazione degli apprendimenti ha:

  • funzione diagnostica, in quanto permette, in ingresso, di analizzare la situazione iniziale dell’alunno, relativamente a conoscenze, abilità e competenze, allo scopo di progettare un’adeguata offerta formativa;
  • funzione regolativa, perché serve a garantire la qualità dei processi d’insegnamento apprendimento, permettendo al docente di orientare e ri-orientare, in itinere, l’azione didattico educativa, sulla base dei risultati emersi;
  • funzione formativa, nella misura in cui evidenzia i punti di forza e di debolezza del processo di apprendimento di ogni alunno, fornendo al docente informazioni che gli permettano di compiere scelte appropriate di personalizzazione della didattica;
  • funzione sommativa, quando fornisce, in uscita, al termine di un percorso formativo (quadrimestre, anno o ciclo scolastico) un bilancio finale sul conseguimento di abilità, conoscenze e competenze;
  • funzione prognostica, se accompagna lo studente durante il processo di apprendimento evidenziando ed orientando le relative future scelte in merito al proprio percorso formativo.

Tenendo conto della natura e delle funzioni che il collegio docenti riconosce alla valutazione, ne consegue che la stessa deve essere considerata come un processo continuo, all’interno del quale si possono individuare i momenti fondamentali:

  • valutazione iniziale: fatta all’inizio dell’anno scolastico per rilevare i prerequisiti degli studenti, al fine di progettare l’azione educativa e didattica;
  • valutazione in itinere: con la funzione di monitorare costantemente i livelli di apprendimento dei singoli studenti, controllare l’efficacia delle procedure seguite e verificare il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti, nonché impostare attività di recupero delle situazioni di svantaggio e valorizzare con attività di approfondimento le eccellenze;
  • valutazione periodica e finale: definita a livello istituzionale, ha lo scopo di comunicare alla famiglia risultati conseguiti dagli studenti nel conseguimento degli obbiettivi di apprendimento.

A questo proposito, il collegio delibera all’inizio dell’anno scolastico la suddivisione dello stesso, i tempi e le modalità di comunicazione alla famiglia. Per il 2018-2019, il collegio docenti ha deliberato la suddivisione dell’anno scolastico in quadrimestri, prevedendo i seguenti momenti di informazione alle famiglie:

   Scuola primaria:

  • 2 colloqui individuali docenti/genitori a metà del primo e del secondo quadrimestre;
  • illustrazione e consegna del documento di valutazione al termine di ciascun quadrimestre;
  • certificazione delle competenze (classe quinta) al termine dell’anno scolastico;

   Scuola secondaria di primo grado:

  • 2 colloqui individuali docenti/genitori a metà del primo e del secondo quadrimestre;
  • illustrazione e consegna del documento di valutazione al termine di ciascun quadrimestre;
  • certificazione delle competenze (classe terza) al termine dell’anno scolastico.

2.2.  Soggetti della valutazione e loro ruolo

In quanto processo complesso e sistemico la valutazione degli esiti coinvolge diversi soggetti all’interno e all’esterno dell’istituzione scolastica. Per quanto riguarda la valutazione interna, studenti e docenti ne rappresentano i soggetti principali, ma a livelli diversi anche la famiglia, attraverso il patto di corresponsabilità, gli organi collegiali e il dirigente scolastico svolgono ruoli fondamentali.

A partire dal 2001, prima in via sperimentale e poi a sistema, alla valutazione interna degli esiti, si è aggiunta quella esterna da parte dell’Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), che è diventato a tutti gli effetti un soggetto della valutazione scolastica. La compilazione del questionario per la rilevazione delle informazioni di contesto da parte della famiglia e del questionario dello studente, da parte degli alunni delle classi quinte della scuola primaria e terze della scuola secondaria, permette di valutare i risultati nelle prove standardizzate mettendoli a confronto con quelli di classi e scuole con pari condizioni sociali o vicine geograficamente e con l’Italia nel suo complesso. La lettura di questi dati consente alla scuola di ottenere informazioni fondamentali per il miglioramento e il potenziamento dell’offerta formativa e delle pratiche didattiche.

Nella realizzazione del processo di verifica e valutazione, gli studenti sono coinvolti direttamente, non solo perché ne sono oggetto le prestazioni in termini di abilità, conoscenze e competenze, ma anche nell’ottica di un processo di co-valutazione in cui attraverso l’attività metacognitiva gli alunni maturino progressivamente la consapevolezza delle proprie competenze sia a livello disciplinare che trasversale (competenze di cittadinanza).

La famiglia, che è in primo luogo destinataria dell’informazione relativa ai risultati scolastici, partecipa in modo attivo al processo di valutazione degli apprendimenti sia indirettamente

All’inizio dell’anno scolastico il dirigente, sulla base della normativa e dei regolamenti vigenti presso l’istituto, alla luce delle priorità individuate nel RAV e dei traguardi ed obiettivi fissati nel conseguente Piano di miglioramento, definisce le linee d’indirizzo per la progettazione del PTOF da parte del collegio dei docenti, all’interno delle quali sono individuate anche quelle relative alla valutazione.

  • Oggetti della valutazione

 Nell’ambito degli apprendimenti, sono oggetto di valutazione: le conoscenze, le abilità e le competenze.

  • Le conoscenze rappresentano il sapere che costituisce il patrimonio di una cultura; sono un insieme di informazioni, nozioni, dati, principi, regole di comportamento, teorie, concetti codificati e conservati perché ritenuti degni di essere trasmessi alle nuove generazioni.
  • Le abilità rappresentano il saper fare che una cultura reputa importante trasmettere alle nuove generazioni, per realizzare opere o conseguire scopi. È abile colui che non solo produce qualcosa o risolve problemi, ma colui che conosce le ragioni di questo “fare”, sa perché, operando in un certo modo e rispettando determinate procedure, si ottengano determinati risultati.
  • Le competenze si sostanziano nell’agire personale di ciascuno, basato sulle conoscenze e abilità acquisite, adeguato in un determinato contesto, in modo soddisfacente e socialmente riconosciuto, a rispondere a un bisogno, a risolvere un problema, a eseguire un compito, a realizzare un progetto. Non è mai un agire semplice, atomizzato, astratto ma è sempre un agire complesso che coinvolge tutta la persona e che connette in maniera unitaria e inseparabile il sapere (conoscenze) e il saper fare (abilità), il saper essere, i comportamenti individuali e le relazioni, gli atteggiamenti emotivi, le scelte valoriali, le motivazioni e i fini. Per questo, nasce da una continua interazione tra persona, ambiente e società, e tra significati personali e sociali, impliciti ed espliciti.

Le conoscenze, le abilità e le competenze oggetto di valutazione sono quelle individuate dal collegio docenti nei curricoli verticali, per quanto riguarda discipline, e nel curricolo di Cittadinanza e Costituzione, per quanto riguarda le competenze chiave dell’apprendimento permanente, ma in generale anche quelle previste in tutte le attività inserite nel PTOF d’istituto.

2.4 Criteri generali della valutazione

Date le premesse relative alle sue funzioni, il collegio assume come obiettivo principale della valutazione quello di conoscere, promuovere e valorizzare le conoscenze, abilità e competenze degli alunni, al fine di permettere agli alunni stessi di conseguire la consapevolezza di sé, la capacità di auto valutarsi di scoprire i propri punti di forza e di debolezza per poter compiere scelte e auto-orientare i propri comportamenti.

Alla valutazione si arriva attraverso un percorso definito e mediante l’uso di strumenti condivisi al fine di assicurare il più possibile i criteri di omogeneità, equità e trasparenza.

A questo scopo, il primo passo è rappresentato dalla raccolta di informazioni (verifica) sul livello di conseguimento degli obiettivi di apprendimento e dei traguardi di competenza previsti dal Curricolo d’istituto e nelle Indicazioni Nazionali, mediante l’uso di prove, griglie di osservazione, rubriche di valutazione elaborate e condivise da tutti i docenti, calibrate su standard di qualità/quantità definiti in base all’età e alla classe frequentata.

Riconoscendo il valore formativo della valutazione, il secondo passo consiste nel valutare i risultati conseguiti dagli studenti non come mera sommatoria degli esiti delle singole verifiche, ma tenendo conto del progresso (punto di partenza – punto di arrivo) e delle attitudini personali (potenzialità e intelligenze multiple), allo scopo di favorire l’autoconsapevolezza di cui sopra e di riorientare in modo personalizzato il processo di insegnamento apprendimento.

2.5 Le fasi della valutazione

Nell’ottica di una didattica innovativa, la valutazione raccoglie continue informazioni sul processo di apprendimento, sull’efficacia dell’intervento educativo, sui punti di forza e di debolezza dell’istituzione scolastica. Si struttura in:

  • valutazione diagnostica: si tratta dell’indagine sul retroterra socio-culturale, delle conoscenze, abilità e competenze, delle attitudini socio-affettive dell’allievo
  • valutazione formativa: essa permette allo studente di verificare l’efficacia dell’azione educativa nel proprio percorso di apprendimento
  • valutazione sommativa: essa interviene al termine di un percorso formativo e offre un bilancio finale dei processi di acquisizione delle competenze

Oltre alla costante osservazione dei processi di apprendimento degli studenti, in corso d’anno la valutazione viene effettuata, a discrezione dei docenti, tramite:

  • prove a stimolo aperto e risposta aperta (temi, lettere, discussioni)
  • prove semistrutturate (colloquio libero, riflessione guidata, domande aperte)
  • prove strutturate (del tipo v/f, scelta multipla, completamenti e corrispondenze)

2.6 Strumenti della valutazione 

Il collegio dei docenti elabora, approva e adotta gli strumenti di verifica e valutazione che sono raccolti nel presente protocollo d’istituto (documento in progress), allegato al PTOF e sua parte integrante.

Tali strumenti possono essere classificati secondo due principali tipologie, ovvero strumenti di accertamento e strumenti di comunicazione alla famiglia.

2.7. Le modalità e i tempi della valutazione nei vari ordini di scuola dell’IC

La valutazione nella scuola dell’infanzia

Nella Scuola dell’Infanzia la valutazione si basa sull’osservazione sistematica e occasionale dei comportamenti, dei ritmi di sviluppo e degli stili di apprendimento. Avviene a livello iniziale, in itinere, finale. La valutazione finale tiene conto dei livelli di autonomia e competenza raggiunti da ciascun alunno, secondo i criteri concordati ed espressi all’interno delle rubriche valutative allegate.

La valutazione nella scuola primaria e secondaria di primo grado

Nella Scuola Primaria e Secondaria di I grado la valutazione sommativa del primo quadrimestre e la valutazione finale fanno riferimento

  • ai risultati degli apprendimenti di ciascun alunno in riferimento agli obiettivi della programmazione didattica;
  • ai risultati degli apprendimenti di ciascun alunno in rapporto alla situazione di partenza e ai progressi compiuti;
  • alla partecipazione, all’ interesse e all’ impegno dimostrati (osservazione del comportamento nelle diverse situazioni di apprendimento).

Nella Scuola Primaria le valutazioni delle singole discipline sono espresse con votazione numerica decimale, compresa tra 5 e 10, mentre per la valutazione della Religione cattolica e la materia alternativa viene espresso un giudizio sintetico da parte del rispettivo docente titolare della disciplina, secondo i criteri concordati ed espressi all’ interno delle rubriche valutative allegate.

Nel caso in cui un alunno venga ammesso alla classe successiva, ma presenti carenze in alcuni ambiti disciplinari, tali elementi potranno essere evidenziati nel documento di valutazione.

In casi eccezionali, motivati e in accordo con le famiglie, i docenti possono non ammettere l’alunno alla classe successiva. Tale decisione viene concordata dal team all’unanimità, a seguito di un accertamento costante durante l’anno scolastico e dopo aver messo in atto tutte le strategie possibili per il recupero. Alla famiglia sono assicurate adeguate informazioni secondo criteri di trasparenza sul processo di apprendimento e sulla valutazione effettuata nei diversi momenti del percorso scolastico. In sede di scrutinio conclusivo, presieduto dal Dirigente Scolastico o da suo delegato, il team docente formalizzerà la non ammissione, fornendo la specifica motivazione.

La valutazione periodica e finale degli apprendimenti viene effettuata nella scuola primaria dai docenti contitolari della classe, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.

E’ prevista la somministrazione della prova INVALSI per gli alunni della classe II (italiano e matematica) e della classe V (italiano, matematica, inglese); tale prova non influisce sulla valutazione finale e sull’ammissione alla classe successiva (cfr. D.L. 62/17 art.4).

Nella Scuola Secondaria di I grado le valutazioni delle singole discipline sono espresse con votazione numerica decimale, compresa tra 4 e 10, mentre per la valutazione della Religione cattolica e la materia alternativa viene espresso un giudizio sintetico da parte del rispettivo docente titolare della disciplina secondo i criteri concordati ed espressi all’interno delle rubriche valutative allegate.                                                                                

Il giudizio del comportamento viene elaborato collegialmente dai docenti di ogni livello di scuola secondo i criteri concordati ed espressi all’interno della rubrica valutativa delle competenze socio-affettive allegata.

RUBRICA VAL. COMPETENZE SOCIO-AFFETTIVE.pdf

Per quanto riguarda le condizioni di ammissione alla classe successiva, si rimanda al D.L. 62/2017 art.6. La non ammissione alla classe successiva (classi prima e seconda) e all’Esame di Stato (classe terza) è decisa dal consiglio di classe, a maggioranza, in caso

  • di gravissime infrazioni disciplinari;
  • del perdurare, dopo aver messo in atto tutte le strategie possibili per il recupero, di un quadro complessivo di non sufficienza, qualora si valuti che la capacità di recupero delle competenze mancanti non sia adeguata alla situazione;
  • non aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, con possibilità di deroghe per gravi motivi di salute/familiari certificati (cfr. D.L. 62/17 art.5).

Per le discipline con una valutazione inferiore a 6, ma portata a 6 per voto di consiglio, verrà inviata comunicazione scritta alle Famiglie; se si tratterà del passaggio da Prima a Seconda o da Seconda a Terza, si consiglierà ripasso estivo al fine di colmare le lacune nelle discipline interessate; al rientro dalle vacanze, nei primi giorni di scuola, i Docenti coinvolti provvederanno a verificare, ciascuno con le modalità che riterrà più opportune, l’avvenuto recupero degli apprendimenti.

Se si tratterà dell’ammissione all’esame di Stato, verrà semplicemente comunicata alle Famiglie l’avvenuta ammissione pur in presenza di carenze nelle discipline interessate.

Le prove INVALSI per le classi terze si svolgono entro il mese di aprile, e la relativa partecipazione rappresenta requisito di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione. Per le alunne e gli alunni risultati assenti per gravi motivi documentati, valutati dal consiglio di classe, è prevista una sessione suppletiva per l’espletamento delle prove (cfr. D.L. 62/17 art. 7).

Per la valutazione e l’ammissione alle classi successive e/o all’esame di Stato degli studenti BES si rimanda alle indicazioni dei singoli PdP (cfr. §1.4 e D.L. 62/17 art.11).

La prova INVALSI sarà la medesima degli altri alunni; sarà prevista una tempistica maggiore unicamente per gli alunni DSA e BES certificati.

Per la valutazione e l’ammissione alle classi successive e/o all’esame di Stato degli studenti H si rimanda agli obiettivi stabiliti nei PEI di ciascun alunno (come previsto dalla L.104/92)

Per l’ammissione e la valutazione dei candidati privatisti si rimanda alla normativa (D.L. 62/2017 art.7 e art.10)

2.8 La certificazione delle competenze

La certificazione delle competenze viene elaborata dal team docente al termine della classe quinta primaria e terza secondaria e corrisponde ad esigenze di carattere formale e non didattiche, è un processo standardizzato di valutazione, che rappresenta lo strumento per la trasparenza dei sistemi e la mobilità dei cittadini. Il modello adottato dall’IC è quello ministeriale, che prevede l’espressione di un livello (avanzato – intermedio – base – iniziale) relativamente al profilo delle competenze previsto nelle Indicazioni Nazionali, interconnesso alle competenze chiave di cittadinanza e ai traguardi di competenza delle discipline.

Scuola primaria

Competenze chiave  europee[1]  

Competenze dal Profilo dello studente  al termine del primo ciclo di istruzione2

 

Livello
Comunicazione nella madrelingua o lingua di

istruzione

Ha una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati, di raccontare le proprie esperienze e di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni.
Comunicazione nelle lingue straniere È in grado di affrontare in lingua inglese una comunicazione essenziale in semplici situazioni di vita quotidiana.
Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia Utilizza le sue conoscenze matematiche e scientificotecnologiche per trovare e giustificare soluzioni a problemi reali.
Competenze digitali Usa le tecnologie in contesti comunicativi concreti per ricercare dati e informazioni e per interagire con soggetti diversi.
Imparare ad imparare Possiede un patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è in grado di ricercare nuove informazioni. Si impegna in nuovi apprendimenti anche in modo autonomo.
 

Competenze sociali e

civiche

Ha cura e rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente. Rispetta le regole condivise e collabora con gli altri. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato, da solo o insieme agli altri.
Spirito di iniziativa e imprenditorialità Dimostra originalità e spirito di iniziativa. È in grado di realizzare semplici progetti. Si assume le proprie responsabilità, chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede.
 

 

Consapevolezza ed espressione culturale

 

Si orienta nello spazio e nel tempo, osservando e descrivendo ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche.
Riconosce le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco.
In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si esprime negli ambiti motori, artistici e musicali che gli sono più congeniali.
L’alunno/a ha inoltre mostrato significative competenze nello svolgimento di attività scolastiche e/o extrascolastiche, relativamente a:

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

Scuola secondaria di primo grado

 

Competenze chiave europee[2]

 

 

Competenze dal Profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione4

 

Livello
1 Comunicazione nella madrelingua o lingua di

istruzione

Ha una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere e produrre enunciati e testi di una certa complessità, di esprimere le proprie idee, di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni.
2 Comunicazione nelle lingue straniere E’ in grado di esprimersi in lingua inglese a livello elementare (A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento) e, in una seconda lingua europea, di affrontare una comunicazione essenziale in semplici situazioni di vita quotidiana. Utilizza la lingua inglese anche con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
3 Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia Utilizza le sue conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche per analizzare dati e fatti della realtà e per verificare l’attendibilità di analisi quantitative proposte da altri. Utilizza il pensiero logicoscientifico per affrontare problemi e situazioni sulla base di elementi certi. Ha consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano questioni complesse.
4 Competenze digitali Utilizza con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare le informazioni in modo critico. Usa con responsabilità le tecnologie per interagire con altre persone.
5 Imparare ad imparare Possiede un patrimonio organico di conoscenze e nozioni di base ed è allo stesso tempo capace di ricercare e di organizzare nuove informazioni. Si impegna in nuovi apprendimenti in modo autonomo.
6 Competenze sociali e civiche Ha cura e rispetto di sé e degli altri come presupposto di uno stile di vita sano e corretto. E’ consapevole della necessità del rispetto di una convivenza civile, pacifica e solidale. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato, da solo o insieme ad altri.
7 Spirito di iniziativa e imprenditorialità Ha spirito di iniziativa ed è capace di produrre idee e progetti creativi. Si assume le proprie responsabilità, chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede. E’ disposto ad analizzare se stesso e a misurarsi con le novità e gli imprevisti.
8 Consapevolezza ed espressione culturale Riconosce ed apprezza le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco.
Si orienta nello spazio e nel tempo e interpreta i sistemi simbolici e culturali della società.
In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si esprime e dimostra interesse per gli ambiti motori, artistici e musicali.
9 L’alunno/a ha inoltre mostrato significative competenze nello svolgimento di attività scolastiche e/o extrascolastiche, relativamente a:

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Dalla Raccomandazione 2006/962/CE del 18 dicembre 2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. 2 Dalle “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione 2012″. D.M. n. 254 del 16 novembre 2012.

[2] Dalla Raccomandazione 2006/962/CE del 18 dicembre 2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. 4 Dalle “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione 2012″. D.M. n. 254 del 16 novembre 2012.

 

 

PROTOCOLLO VALUTAZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROTOCOLLO VALUTAZIONE

 

“Sostenere lo sviluppo della capacità di imparare ad imparare quale presupposto costantemente migliore per l’apprendimento permanente”

(Raccomandazione del Consiglio Europeo 22/05/2018)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indice

 

 

 

  1. Riferimenti legislativi

 

  • Raccomandazione del consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente

 

  • Decreto legislativo 62/2017

 

  • Legge 107/2015

 

  • Direttiva MIUR 27/12/2012

 

  • Legge 170/2010

 

 

  1. La valutazione scolastica

 

  • Funzioni della valutazione

 

  • Soggetti della valutazione

 

  • Oggetti della valutazione

 

  • Criteri generali della valutazione

 

  • Le fasi della valutazione

 

  • Le modalità e i tempi della valutazione nei vari ordini di scuola dell’IC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Riferimenti legislativi

 

1.1. Raccomandazione del consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente.

 

Estratto dal Consiglio dell’Unione Europea:

 

(1…) Il pilastro europeo dei diritti sociali sancisce come suo primo principio che ogni persona ha diritto a un’istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire competenze che consentono di partecipare pienamente alla società e di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro.

 

(4) Le competenze richieste oggi sono cambiate: più posti di lavoro sono automatizzati, le tecnologie svolgono un ruolo maggiore in tutti gli ambiti del lavoro e della vita quotidiana e le competenze imprenditoriali, sociali e civiche diventano più importanti per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti.

 

(6) È pertanto diventato più importante che mai investire nelle competenze di base. L’istruzione di alta qualità, corredata di attività extracurricolari e di un approccio ad ampio spettro allo sviluppo delle competenze, migliora il conseguimento delle competenze di base. Una società che diventa sempre più mobile e digitale deve inoltre esplorare nuove modalità di apprendimento. Le tecnologie digitali esercitano un impatto sull’istruzione, sulla formazione e sull’apprendimento mediante lo sviluppo di ambienti di apprendimento più flessibili, adattati alle necessità di una società ad alto grado di mobilità.

 

(…7…) Abilità quali la capacità di risoluzione di problemi, il pensiero critico, la capacità di cooperare, la creatività, il pensiero computazionale, l’autoregolamentazione sono più importanti che mai nella nostra società in rapida evoluzione.

 

(…12…) Si è posta particolare attenzione al miglioramento delle abilità di base, all’investimento nell’apprendimento delle lingue, al miglioramento delle competenze digitali e imprenditoriali, all’importanza dei valori comuni per il funzionamento delle nostre società…

 

(18…) Per affrontare il problema dello sviluppo delle competenze chiave in una prospettiva di apprendimento permanente si dovrebbe garantire supporto a tutti i livelli dell’istruzione, della formazione e dei percorsi di apprendimento: sviluppare sistemi di educazione e cura della prima infanzia di qualità, incoraggiare ulteriormente lo sviluppo scolastico e l’eccellenza nell’insegnamento…

 

 

1.2. Decreto legislativo 62/2017: precisa che i modelli adottati con provvedimento del MIUR e i principi generali per la loro predisposizione fanno riferimento al profilo dello studente (così come definito dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo), alle competenze chiave individuate dall’Unione Europea e alla descrizione dei diversi livelli di acquisizione delle competenze medesime.

“Le competenze di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione”, individuate nel 2006, sono state integrate alla luce dei cambiamenti e delle richieste poste dalla società odierna in cui più posti di lavoro sono automatizzati, le tecnologie svolgono un ruolo maggiore in tutti gli ambiti del lavoro e della vita quotidiana e le competenze imprenditoriali, sociali e civiche diventano più importanti per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti.

Le competenze richieste oggi sono cambiate e sono indicate nella Raccomandazione del consiglio europeo del 22 maggio 2018 relativa alle

 competenze chiave per l’apprendimento permanente:

  • competenza alfabetica funzionale;
  • competenza multilinguistica;
  • competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria;
  • competenza digitale;
  • competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare;
  • competenza in materia di cittadinanza;
  • competenza imprenditoriale;
  • competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.

raccomandazioni competenze chiave europee

                                                          

 

Una delle principali novità del decreto riguarda la valutazione del comportamento, che deve essere espressa mediante un giudizio sintetico, che fa riferimento allo sviluppo delle competenze di Cittadinanza in quanto la valutazione di tale aspetto deve tenere in considerazione quanto l’alunno matura come persona e come cittadino.

 

1.3. Legge 107/2015 (Buona Scuola): si è proposta di ridisegnare il sistema d’istruzione e ha demandato al governo l’emanazione delle deleghe per completarne l’applicabilità. Una di queste deleghe riguardava la valutazione degli apprendimenti e la certificazione delle competenze degli studenti.

 

1.4. Direttiva MIUR 27/12/2012: estende a tutti gli alunni BES la possibilità di usufruire delle misure previste dalla legge 170/2010 per studenti con DSA, prevedendo un percorso individualizzato e personalizzato e la redazione di un PDP, che può essere rivolto a uno o a tutti gli studenti con BES certificati e non, consentendo loro di raggiungere almeno i livelli minimi di competenze richiesti in uscita.

Il MIUR fornisce linee guida che stabiliscono i contenuti essenziali del PDP:

  • Dati anagrafici dell’alunno;
  • Tipologia di disturbo diagnosticata/osservata;
  • Attività didattiche individualizzate e personalizzate a scuola e a casa;
  • Strumenti compensativi e misure dispensative adottate;
  • Forme di verifica e valutazione personalizzate.

 

Gli elementi del PDP, definiti entro il primo trimestre dell’anno scolastico, possono essere modificati in qualsiasi momento durante l’anno.

 

1.5. Legge 170/2010: rappresenta un punto di svolta poiché apre un diverso canale di cura educativa, concretizzando i principi di personalizzazione dei percorsi di studio enunciati nella Legge n. 53/2003, nella prospettiva della “presa in carico” dell’alunno con DSA da parte di tutto il team coinvolto.

È bene precisare che alcune tipologie di disturbi, non previste nella legge, danno comunque diritto a usufruire delle stesse misure ivi previste, in quanto presentano problematiche specifiche in presenza di competenze intellettive nella norma.

 

 

 

 

  1. La valutazione scolastica

 

2.1 Funzioni della valutazione 

Si ritiene che la valutazione scolastica non possa più essere semplicemente considerata come azione finalizzata all’accertamento del profitto degli studenti, da esprimere in termini di voto numerico o di giudizio globale, ma altresì come processo complesso e sistemico la cui funzione generale è quella di leggere e interpretare, in modo allo stesso tempo globale ed analitico, la realtà educativa in cui avviene il processo di insegnamento apprendimento.

In questo senso la funzione di misurazione e controllo degli apprendimenti degli studenti (assessment) rappresenta solo uno degli aspetti del processo valutativo a cui si riconoscono altre fondamentali funzioni:

 

 

La valutazione degli apprendimenti ha:

 

  • funzione diagnostica, in quanto permette, in ingresso, di analizzare la situazione iniziale dell’alunno, relativamente a conoscenze, abilità e competenze, allo scopo di progettare un’adeguata offerta formativa;
  • funzione regolativa, perché serve a garantire la qualità dei processi d’insegnamento apprendimento, permettendo al docente di orientare e ri-orientare, in itinere, l’azione didattico educativa, sulla base dei risultati emersi;
  • funzione formativa, nella misura in cui evidenzia i punti di forza e di debolezza del processo di apprendimento di ogni alunno, fornendo al docente informazioni che gli permettano di compiere scelte appropriate di personalizzazione della didattica;
  • funzione sommativa, quando fornisce, in uscita, al termine di un percorso formativo (quadrimestre, anno o ciclo scolastico) un bilancio finale sul conseguimento di abilità, conoscenze e competenze;
  • funzione prognostica, se accompagna lo studente durante il processo di apprendimento evidenziando ed orientando le relative future scelte in merito al proprio percorso formativo.

 

 

Tenendo conto della natura e delle funzioni che il collegio docenti riconosce alla valutazione, ne consegue che la stessa deve essere considerata come un processo continuo, all’interno del quale si possono individuare i momenti fondamentali:

  • valutazione iniziale: fatta all’inizio dell’anno scolastico per rilevare i prerequisiti degli studenti, al fine di progettare l’azione educativa e didattica;
  • valutazione in itinere: con la funzione di monitorare costantemente i livelli di apprendimento dei singoli studenti, controllare l’efficacia delle procedure seguite e verificare il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti, nonché impostare attività di recupero delle situazioni di svantaggio e valorizzare con attività di approfondimento le eccellenze;
  • valutazione periodica e finale: definita a livello istituzionale, ha lo scopo di comunicare alla famiglia risultati conseguiti dagli studenti nel conseguimento degli obbiettivi di apprendimento.

A questo proposito, il collegio delibera all’inizio dell’anno scolastico la suddivisione dello stesso, i tempi e le modalità di comunicazione alla famiglia. Per il 2018-2019, il collegio docenti ha deliberato la suddivisione dell’anno scolastico in quadrimestri, prevedendo i seguenti momenti di informazione alle famiglie:

   Scuola primaria:

  • 2 colloqui individuali docenti/genitori a metà del primo e del secondo quadrimestre;
  • illustrazione e consegna del documento di valutazione al termine di ciascun quadrimestre;
  • certificazione delle competenze (classe quinta) al termine dell’anno scolastico;

   Scuola secondaria di primo grado:

  • 2 colloqui individuali docenti/genitori a metà del primo e del secondo quadrimestre;
  • illustrazione e consegna del documento di valutazione al termine di ciascun quadrimestre;
  • certificazione delle competenze (classe terza) al termine dell’anno scolastico.

 

 

2.2.  Soggetti della valutazione e loro ruolo

In quanto processo complesso e sistemico la valutazione degli esiti coinvolge diversi soggetti all’interno e all’esterno dell’istituzione scolastica. Per quanto riguarda la valutazione interna, studenti e docenti ne rappresentano i soggetti principali, ma a livelli diversi anche la famiglia, attraverso il patto di corresponsabilità, gli organi collegiali e il dirigente scolastico svolgono ruoli fondamentali.

A partire dal 2001, prima in via sperimentale e poi a sistema, alla valutazione interna degli esiti, si è aggiunta quella esterna da parte dell’Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), che è diventato a tutti gli effetti un soggetto della valutazione scolastica. La compilazione del questionario per la rilevazione delle informazioni di contesto da parte della famiglia e del questionario dello studente, da parte degli alunni delle classi quinte della scuola primaria e terze della scuola secondaria, permette di valutare i risultati nelle prove standardizzate mettendoli a confronto con quelli di classi e scuole con pari condizioni sociali o vicine geograficamente e con l’Italia nel suo complesso. La lettura di questi dati consente alla scuola di ottenere informazioni fondamentali per il miglioramento e il potenziamento dell’offerta formativa e delle pratiche didattiche.

 

 

Nella realizzazione del processo di verifica e valutazione, gli studenti sono coinvolti direttamente, non solo perché ne sono oggetto le prestazioni in termini di abilità, conoscenze e competenze, ma anche nell’ottica di un processo di co-valutazione in cui attraverso l’attività metacognitiva gli alunni maturino progressivamente la consapevolezza delle proprie competenze sia a livello disciplinare che trasversale (competenze di cittadinanza).

La famiglia, che è in primo luogo destinataria dell’informazione relativa ai risultati scolastici, partecipa in modo attivo al processo di valutazione degli apprendimenti sia indirettamente

 

 

 

 

 

 

All’inizio dell’anno scolastico il dirigente, sulla base della normativa e dei regolamenti vigenti presso l’istituto, alla luce delle priorità individuate nel RAV e dei traguardi ed obiettivi fissati nel conseguente Piano di miglioramento, definisce le linee d’indirizzo per la progettazione del PTOF da parte del collegio dei docenti, all’interno delle quali sono individuate anche quelle relative alla valutazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Oggetti della valutazione

 

 

 

Nell’ambito degli apprendimenti, sono oggetto di valutazione: le conoscenze, le abilità e le competenze.

  • Le conoscenze rappresentano il sapere che costituisce il patrimonio di una cultura; sono un insieme di informazioni, nozioni, dati, principi, regole di comportamento, teorie, concetti codificati e conservati perché ritenuti degni di essere trasmessi alle nuove generazioni.
  • Le abilità rappresentano il saper fare che una cultura reputa importante trasmettere alle nuove generazioni, per realizzare opere o conseguire scopi. È abile colui che non solo produce qualcosa o risolve problemi, ma colui che conosce le ragioni di questo “fare”, sa perché, operando in un certo modo e rispettando determinate procedure, si ottengano determinati risultati.
  • Le competenze si sostanziano nell’agire personale di ciascuno, basato sulle conoscenze e abilità acquisite, adeguato in un determinato contesto, in modo soddisfacente e socialmente riconosciuto, a rispondere a un bisogno, a risolvere un problema, a eseguire un compito, a realizzare un progetto. Non è mai un agire semplice, atomizzato, astratto ma è sempre un agire complesso che coinvolge tutta la persona e che connette in maniera unitaria e inseparabile il sapere (conoscenze) e il saper fare (abilità), il saper essere, i comportamenti individuali e le relazioni, gli atteggiamenti emotivi, le scelte valoriali, le motivazioni e i fini. Per questo, nasce da una continua interazione tra persona, ambiente e società, e tra significati personali e sociali, impliciti ed espliciti.

 

Le conoscenze, le abilità e le competenze oggetto di valutazione sono quelle individuate dal collegio docenti nei curricoli verticali, per quanto riguarda discipline, e nel curricolo di Cittadinanza e Costituzione, per quanto riguarda le competenze chiave dell’apprendimento permanente, ma in generale anche quelle previste in tutte le attività inserite nel PTOF d’istituto.

 

2.4 Criteri generali della valutazione

 

Date le premesse relative alle sue funzioni, il collegio assume come obiettivo principale della valutazione quello di conoscere, promuovere e valorizzare le conoscenze, abilità e competenze degli alunni, al fine di permettere agli alunni stessi di conseguire la consapevolezza di sé, la capacità di auto valutarsi di scoprire i propri punti di forza e di debolezza per poter compiere scelte e auto-orientare i propri comportamenti.

Alla valutazione si arriva attraverso un percorso definito e mediante l’uso di strumenti condivisi al fine di assicurare il più possibile i criteri di omogeneità, equità e trasparenza.

A questo scopo, il primo passo è rappresentato dalla raccolta di informazioni (verifica) sul livello di conseguimento degli obiettivi di apprendimento e dei traguardi di competenza previsti dal Curricolo d’istituto e nelle Indicazioni Nazionali, mediante l’uso di prove, griglie di osservazione, rubriche di valutazione elaborate e condivise da tutti i docenti, calibrate su standard di qualità/quantità definiti in base all’età e alla classe frequentata.

Riconoscendo il valore formativo della valutazione, il secondo passo consiste nel valutare i risultati conseguiti dagli studenti non come mera sommatoria degli esiti delle singole verifiche, ma tenendo conto del progresso (punto di partenza – punto di arrivo) e delle attitudini personali (potenzialità e intelligenze multiple), allo scopo di favorire l’autoconsapevolezza di cui sopra e di riorientare in modo personalizzato il processo di insegnamento apprendimento.

 

 

 

2.5 Le fasi della valutazione

 

Nell’ottica di una didattica innovativa, la valutazione raccoglie continue informazioni sul processo di apprendimento, sull’efficacia dell’intervento educativo, sui punti di forza e di debolezza dell’istituzione scolastica. Si struttura in:

 

  • valutazione diagnostica: si tratta dell’indagine sul retroterra socio-culturale, delle conoscenze, abilità e competenze, delle attitudini socio-affettive dell’allievo
  • valutazione formativa: essa permette allo studente di verificare l’efficacia dell’azione educativa nel proprio percorso di apprendimento
  • valutazione sommativa: essa interviene al termine di un percorso formativo e offre un bilancio finale dei processi di acquisizione delle competenze

 

Oltre alla costante osservazione dei processi di apprendimento degli studenti, in corso d’anno la valutazione viene effettuata, a discrezione dei docenti, tramite:

 

  • prove a stimolo aperto e risposta aperta (temi, lettere, discussioni)
  • prove semistrutturate (colloquio libero, riflessione guidata, domande aperte)
  • prove strutturate (del tipo v/f, scelta multipla, completamenti e corrispondenze)

 

2.6 Strumenti della valutazione 

Il collegio dei docenti elabora, approva e adotta gli strumenti di verifica e valutazione che sono raccolti nel presente protocollo d’istituto (documento in progress), allegato al PTOF e sua parte integrante.

Tali strumenti possono essere classificati secondo due principali tipologie, ovvero strumenti di accertamento e strumenti di comunicazione alla famiglia.

 

 

2.7. Le modalità e i tempi della valutazione nei vari ordini di scuola dell’IC

 

La valutazione nella scuola dell’infanzia

Nella Scuola dell’Infanzia la valutazione si basa sull’osservazione sistematica e occasionale dei comportamenti, dei ritmi di sviluppo e degli stili di apprendimento. Avviene a livello iniziale, in itinere, finale.

La valutazione finale tiene conto dei livelli di autonomia e competenza raggiunti da ciascun alunno, secondo i criteri concordati ed espressi all’interno delle rubriche valutative allegate.

 

La valutazione nella scuola primaria e secondaria di primo grado

 

Nella Scuola Primaria e Secondaria di I grado la valutazione sommativa del primo quadrimestre e la valutazione finale fanno riferimento

  • ai risultati degli apprendimenti di ciascun alunno in riferimento agli obiettivi della programmazione didattica;
  • ai risultati degli apprendimenti di ciascun alunno in rapporto alla situazione di partenza e ai progressi compiuti;
  • alla partecipazione, all’interesse e all’impegno dimostrati (osservazione del comportamento nelle diverse situazioni di apprendimento).

 

Nella Scuola Primaria le valutazioni delle singole discipline sono espresse con votazione numerica decimale, compresa tra 5 e 10, mentre per la valutazione della Religione cattolica e la materia alternativa viene espresso un giudizio sintetico da parte del rispettivo docente titolare della disciplina, secondo i criteri concordati ed espressi all’interno delle rubriche valutative allegate

 

 

 

Nel caso in cui un alunno venga ammesso alla classe successiva, ma presenti carenze in alcuni ambiti disciplinari, tali elementi potranno essere evidenziati nel documento di valutazione.

In casi eccezionali, motivati e in accordo con le famiglie, i docenti possono non ammettere l’alunno alla classe successiva. Tale decisione viene concordata dal team all’unanimità, a seguito di un accertamento costante durante l’anno scolastico e dopo aver messo in atto tutte le strategie possibili per il recupero. Alla famiglia sono assicurate adeguate informazioni secondo criteri di trasparenza sul processo di apprendimento e sulla valutazione effettuata nei diversi momenti del percorso scolastico. In sede di scrutinio conclusivo, presieduto dal Dirigente Scolastico o da suo delegato, il team docente formalizzerà la non ammissione, fornendo la specifica motivazione.

 

La valutazione periodica e finale degli apprendimenti viene effettuata nella scuola primaria dai docenti contitolari della classe, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.

E’ prevista la somministrazione della prova INVALSI per gli alunni della classe II (italiano e matematica) e della classe V (italiano, matematica, inglese); tale prova non influisce sulla valutazione finale e sull’ammissione alla classe successiva (cfr. D.L. 62/17 art.4).

 

Nella Scuola Secondaria di I grado le valutazioni delle singole discipline sono espresse con votazione numerica decimale, compresa tra 4 e 10, mentre per la valutazione della Religione cattolica e la materia alternativa viene espresso un giudizio sintetico da parte del rispettivo docente titolare della disciplina secondo i criteri concordati ed espressi all’interno delle rubriche valutative allegate.                                                                                

                                                                                                    

 

Il giudizio del comportamento viene elaborato collegialmente dai docenti di ogni livello di scuola secondo i criteri concordati ed espressi all’interno della rubrica valutativa delle competenze socio-affettive allegata.

RUBRICA VAL. COMPETENZE SOCIO-AFFETTIVE.pdf

 

 

Per quanto riguarda le condizioni di ammissione alla classe successiva, si rimanda al D.L. 62/2017 art.6. La non ammissione alla classe successiva (classi prima e seconda) e all’Esame di Stato (classe terza) è decisa dal consiglio di classe, a maggioranza, in caso

  • di gravissime infrazioni disciplinari;
  • del perdurare, dopo aver messo in atto tutte le strategie possibili per il recupero, di un quadro complessivo di non sufficienza, qualora si valuti che la capacità di recupero delle competenze mancanti non sia adeguata alla situazione;
  • non aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, con possibilità di deroghe per gravi motivi di salute/familiari certificati (cfr. D.L. 62/17 art.5).

Per le discipline con una valutazione inferiore a 6, ma portata a 6 per voto di consiglio, verrà inviata comunicazione scritta alle Famiglie; se si tratterà del passaggio da Prima a Seconda o da Seconda a Terza, si consiglierà ripasso estivo al fine di colmare le lacune nelle discipline interessate; al rientro dalle vacanze, nei primi giorni di scuola, i Docenti coinvolti provvederanno a verificare, ciascuno con le modalità che riterrà più opportune, l’avvenuto recupero degli apprendimenti.

Se si tratterà dell’ammissione all’esame di Stato, verrà semplicemente comunicata alle Famiglie l’avvenuta ammissione pur in presenza di carenze nelle discipline interessate.

Le prove INVALSI per le classi terze si svolgono entro il mese di aprile, e la relativa partecipazione rappresenta requisito di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione. Per le alunne e gli alunni risultati assenti per gravi motivi documentati, valutati dal consiglio di classe, è prevista una sessione suppletiva per l’espletamento delle prove (cfr. D.L. 62/17 art. 7).

 

Per la valutazione e l’ammissione alle classi successive e/o all’esame di Stato degli studenti BES si rimanda alle indicazioni dei singoli PdP (cfr. §1.4 e D.L. 62/17 art.11).

La prova INVALSI sarà la medesima degli altri alunni; sarà prevista una tempistica maggiore unicamente per gli alunni DSA e BES certificati.

Per la valutazione e l’ammissione alle classi successive e/o all’esame di Stato degli studenti H si rimanda agli obiettivi stabiliti nei PEI di ciascun alunno (come previsto dalla L.104/92)

 

Per l’ammissione e la valutazione dei candidati privatisti si rimanda alla normativa (D.L. 62/2017 art.7 e art.10)

 

 

2.8 La certificazione delle competenze

La certificazione delle competenze viene elaborata dal team docente al termine della classe quinta primaria e terza secondaria e corrisponde ad esigenze di carattere formale e non didattiche, è un processo standardizzato di valutazione, che rappresenta lo strumento per la trasparenza dei sistemi e la mobilità dei cittadini. Il modello adottato dall’IC è quello ministeriale, che prevede l’espressione di un livello (avanzato – intermedio – base – iniziale) relativamente al profilo delle competenze previsto nelle Indicazioni Nazionali, interconnesso alle competenze chiave di cittadinanza e ai traguardi di competenza delle discipline.

Scuola primaria

Competenze chiave  europee[1]  

Competenze dal Profilo dello studente  al termine del primo ciclo di istruzione2

 

Livello
Comunicazione nella madrelingua o lingua di

istruzione

Ha una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati, di raccontare le proprie esperienze e di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni.
Comunicazione nelle lingue straniere È in grado di affrontare in lingua inglese una comunicazione essenziale in semplici situazioni di vita quotidiana.
Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia Utilizza le sue conoscenze matematiche e scientificotecnologiche per trovare e giustificare soluzioni a problemi reali.
Competenze digitali Usa le tecnologie in contesti comunicativi concreti per ricercare dati e informazioni e per interagire con soggetti diversi.
Imparare ad imparare Possiede un patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è in grado di ricercare nuove informazioni. Si impegna in nuovi apprendimenti anche in modo autonomo.
 

Competenze sociali e

civiche

Ha cura e rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente. Rispetta le regole condivise e collabora con gli altri. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato, da solo o insieme agli altri.
Spirito di iniziativa e imprenditorialità Dimostra originalità e spirito di iniziativa. È in grado di realizzare semplici progetti. Si assume le proprie responsabilità, chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede.
 

 

Consapevolezza ed espressione culturale

 

Si orienta nello spazio e nel tempo, osservando e descrivendo ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche.
Riconosce le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco.
In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si esprime negli ambiti motori, artistici e musicali che gli sono più congeniali.
L’alunno/a ha inoltre mostrato significative competenze nello svolgimento di attività scolastiche e/o extrascolastiche, relativamente a:

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

 

 

 

 

 

 

Scuola secondaria di primo grado

 

Competenze chiave europee[2]

 

 

Competenze dal Profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione4

 

Livello
1 Comunicazione nella madrelingua o lingua di

istruzione

Ha una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere e produrre enunciati e testi di una certa complessità, di esprimere le proprie idee, di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni.
2 Comunicazione nelle lingue straniere E’ in grado di esprimersi in lingua inglese a livello elementare (A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento) e, in una seconda lingua europea, di affrontare una comunicazione essenziale in semplici situazioni di vita quotidiana. Utilizza la lingua inglese anche con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
3 Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia Utilizza le sue conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche per analizzare dati e fatti della realtà e per verificare l’attendibilità di analisi quantitative proposte da altri. Utilizza il pensiero logicoscientifico per affrontare problemi e situazioni sulla base di elementi certi. Ha consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano questioni complesse.
4 Competenze digitali Utilizza con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare le informazioni in modo critico. Usa con responsabilità le tecnologie per interagire con altre persone.
5 Imparare ad imparare Possiede un patrimonio organico di conoscenze e nozioni di base ed è allo stesso tempo capace di ricercare e di organizzare nuove informazioni. Si impegna in nuovi apprendimenti in modo autonomo.
6 Competenze sociali e civiche Ha cura e rispetto di sé e degli altri come presupposto di uno stile di vita sano e corretto. E’ consapevole della necessità del rispetto di una convivenza civile, pacifica e solidale. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato, da solo o insieme ad altri.
7 Spirito di iniziativa e imprenditorialità Ha spirito di iniziativa ed è capace di produrre idee e progetti creativi. Si assume le proprie responsabilità, chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede. E’ disposto ad analizzare se stesso e a misurarsi con le novità e gli imprevisti.
8 Consapevolezza ed espressione culturale Riconosce ed apprezza le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco.
Si orienta nello spazio e nel tempo e interpreta i sistemi simbolici e culturali della società.
In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si esprime e dimostra interesse per gli ambiti motori, artistici e musicali.
9 L’alunno/a ha inoltre mostrato significative competenze nello svolgimento di attività scolastiche e/o extrascolastiche, relativamente a:

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Dalla Raccomandazione 2006/962/CE del 18 dicembre 2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. 2 Dalle “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione 2012″. D.M. n. 254 del 16 novembre 2012.

[2] Dalla Raccomandazione 2006/962/CE del 18 dicembre 2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. 4 Dalle “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione 2012″. D.M. n. 254 del 16 novembre 2012.

PROTOCOLLO VALUTAZIONE

I criteri in vigore in questo anno scolastico sono quelli indicati nella pagina del menu VALUTAZIONE PRIMO QUADRIMESTRE

 

 

 

 

 

 

IL RAPPORTO DI AUTO VALUTAZIONE

Periodo di riferimento 2015/16

 

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Nel contempo si prevede di monitorare l’utenza (alunni di fine corso scolastico e famiglie), nonché i docenti e il personale ATA attraverso questionari anonimi per rilevare la percezione di gradimento delle attività e il proficuo e collaborativo funzionamento tra i vari settori per un buon funzionamento della proposta didattica.

Allegati

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